venerdì 29 febbraio 2008

Un giorno raro per persone molto speciali

UNIAMO promuove in ITALIA

29 FEBBRAIO 2008

1 GIORNATA EUROPEA PER LE MALATTIE RARE

UN GIORNO RARO
PER
PERSONE MOLTO SPECIALI


Le malattie rare sono croniche, progressive, degenerative e spesso fatali. A oggi non ci sono cure per circa 6.000 malattie rare, il 75% delle quali colpisce i bambini (fonte Eurordis). Le persone affette da malattie rare avvertono la forte necessità di migliorare il percorso che porta alla diagnosi, di poter contare su un'informazione di qualità, su un'adeguata assistenza sanitaria e su un agevole accesso alle cure.
Dopo anni di sensibilizzazione, svolta da associazioni di pazienti quali Uniamo e Eurordis (European Organization on Rare Disorders), oggi le malattie rare sono una priorità per la Sanità pubblica dell'Unione Europea e per la Ricerca scientifica.
In Italia le malattie rare colpiscono oltre 1 milione di persone. Negli ultimi anni si è rafforzata l'attenzione delle Istituzioni, della classe medica e della ricerca pubblica e privata per non lasciare “orfane” di farmaci queste patologie. Rimane però ancora tanto da fare, sotto molti profili. Per questo Eurordis, in Europa, e Uniamo, in Italia, intendono con la Giornata del 29 febbraio, richiamare la necessità di unire le forze per dare speranza ai malati e ai familiari che sono loro accanto. Un'opportunità per riunire le diverse realtà impegnate nella lotta alle Malattie Rare in Italia e in Europa.

Ciò che conta

Quante persone in questa nuova occasione di sofferenza mi hanno detto “non sappiamo cosa dirti…non ci sono parole per consolarti”…
Non vi preoccupate:

"ciò che conta tra amici non è quello che si dice, ma quello che non occorre dire".
Grazie a tutti per esserci così vicini con un gesto, con una parola, con una preghiera,con il pensiero o con la vostra presenza e anche col silenzio.

giovedì 28 febbraio 2008

Ci hai fatti per Te

“Tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non trova pace in Te” Sant'Agostino

mercoledì 27 febbraio 2008

Il commiato di un fratello

Sono in piedi, sul bordo della spiaggia; passa un veliero nella brezza del mattino, parte verso l’Oceano. E’ un oggetto di bellezza e io lo guardo finché scompare all’orizzonte. Qualcuno accanto a me dice: "è partito." "Partito? Per dove?" Partito dal mio sguardo, tutto qui. Il suo albero è sempre altrettanto alto; il suo scafo ha sempre la sua forza di portare il suo carico umano fino al suo destino finale. La scomparsa totale dalla mia vista è in me, non in lui. E proprio nel momento in cui qualcuno accanto a me dice: "E’ partito", altri lo vedono spuntare all’orizzonte e venire verso di loro e con una sola voce esclamano con gioia: "eccolo!" Questa è la morte. Sono soltanto passato nella stanza accanto. Rimango sempre io, e anche voi, gli stessi. Quel che eravamo gli uni per gli altri; lo siamo sempre. Datemi il nome che mi avete sempre dato. Parlatemi come avete sempre fatto. Non prendete un tono diverso o un’aria solenne o triste. Continuate a ridere di quel che ci faceva ridere insieme. Pregate. Sorridete. Pregate per me. Il mio nome sia pronunciato come lo è stato sempre, senza enfasi, senza alcuna ombra. La vita significa quel che ha sempre significato. E’ la stessa di sempre. Il filo non è tagliato. Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri? Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista? Vi attendo, non sono lontano, sono dall’altro lato della strada. Vedete? Tutto è bene.

martedì 26 febbraio 2008

Gocce di memoria


Sono gocce di memoria
queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
incancellabile
Le infinite volte che
mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
è inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
siamo uguali e fragili
e siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
sto correndo verso te
siamo nella stessa sorte
che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
un destino un’eternità
e dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te.

Giorgia

domenica 24 febbraio 2008

Arrivederci papà

Per ogni tuo sorriso donato a chi lo sapeva apprezzare
per ogni tuo istante vissuto intensamente
libero, ma nello stesso tempo, attaccato a tutto ciò che ti era caro
ribelle e combattivo a volte, oppure dolce e generoso in altre
abbiamo sempre condiviso con te gioie e dolori
ancora non riusciamo a credere che tu non sia più con noi
quello di cui siamo certi è che, ovunque saremo, ci sarai anche tu
nei nostri cuori.
Ciao papà...

sabato 23 febbraio 2008

La speranza

Quello che mi stupisce, dice Dio, è la speranza.

Questa piccola speranza che ha l’aria di non essere nulla.
Questa bambina speranza.

La Fede è una sposa fedele.
La Carità è una madre.
La Speranza è una bambina da nulla.
Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso.
Che gioca ancora sulle ginocchia di babbo Gennaio.

Eppure è questa bambina che attraverserà i mondi.
Questa bambina da nulla.

Come la stella ha guidato i tre re fin dal fondo dell’oriente.
Verso la culla di mio figlio.
Così una fiamma tremante.
Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi.

Una fiamma bucherà delle tenebre eterne.

C. Péguy

venerdì 22 febbraio 2008

giovedì 21 febbraio 2008

Crocus


Ecco il primo fiore del nostro giardino!
Finalmente una nota di colore!

mercoledì 20 febbraio 2008

Apri gli occhi!

Oggi sono andata a trovare papà in Terapia Intensiva. Non so se il mio papà riesce a capire chi sono e che sono lì vicino a lui. E’ circondato da macchinari ed è lì disteso su quel lettino senza accorgersi del tempo che passa.
“Papà apri gli occhi! Rispondi! So che non puoi parlare ma fammi un gesto!”
Spalanca gli occhi con grande fatica, una piccola smorfia di dolore, qualche lacrima…uno sguardo perso…. un grido disperato di aiuto… e io, di nuovo, come quando ero in ospedale con Giulio, non posso far nulla, solo stargli vicino per il tempo che mi è permesso.

10 salvagenti per un anno nuovo: nr.9, nr.10

9. Date il buon esempio. I vostri figli non faranno mai quello che predicate, ma solo quello che vivono e quello che fate voi. Chiedevi ogni giorno: «Qual è il messaggio che sto dando ai miei figli?»
10. Condividete le attività spirituali. Poche attività uniscono la famiglia come pregare insieme e vivere insieme la propria fede. Fate delle feste dell’anno un evento di gioia e di intensa comunione, partecipate insieme a qualche iniziativa parrocchiale o di volontariato.

tratto da un Bollettino Salesiano

martedì 19 febbraio 2008

17 aprile 2007: in terapia intensiva

Dopo che Giulio è stato portato in terapia intensiva, veniamo catapultati in una nuova dimensione: in piedi davanti ad una porta chiusa in attesa che qualcuno ci dica qualcosa; angosciati telefoniamo ai nonni e a qualche amico chiedendo che preghino per lui: non possiamo fare altro. Quando finalmente ci permettono di entrare per vedere il nostro piccolo è ormai sera: Giulio è pieno di fili e tubicini e collegato a diverse macchine che gli permettono di respirare e controllano le sue funzioni vitali, il volto è sereno e sembra che dorma. Ci dicono che dalla radiografia del torace è risultato un polmone collassato, quindi hanno dovuto intubarlo per farlo respirare, inoltre è sedato per evitare le distonie che sono probabilmente la causa del suo stato. Possiamo stare con lui solo poco tempo, poi ci fanno uscire: dovrà passare la notte da solo… è ancora così piccolo... Quella sera viviamo uno stato di smarrimento totale: usciti dalla rianimazione io e Cinzia ci ritroviamo inginocchiati nella cappella dell’ospedale a chiedere “perché?” e sulla pagina del vangelo che trovo aperto davanti all’altare leggo questa frase: “…il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito.” ed è proprio così. Quella notte ci permettono di dormire (anche se non lo definirei così) “accampati” nella stanza del reparto di neuropsichiatria infantile dove si trovava Giulio fino al giorno prima.

lunedì 18 febbraio 2008

Benvenuta Emma!


Grazie a te, donna madre, sorriso di Dio, per il bimbo che viene alla luce, tu che guidi i suoi passi nel cammino della vita
Giovanni Paolo II

Ciò che conta davvero

Qualche anno fa, alle Olimpiadi di Seattle per disabili, nove partecipanti con un handicap mentale o fisico, si allinearono sulla linea di partenza dei cento metri piani. Al colpo di pistola partirono tutti: non esattamente a razzo, ma con una determinazione che faceva loro assaporare il gusto della competizione, della corsa da portare a termine.
Tutti, cioè, tranne un ragazzo che incespicò al primo passo, fece un paio di capitomboli e si mise a piangere. Gli altri otto lo sentirono piangere, rallentarono la corsa e si girarono: e ognuno di loro, dal primo all'ultimo, ritornò sui suoi passi.
Una ragazza Down si piegò su di lui, lo baciò e gli disse: 'Questo te lo farà passare'.
Lo aiutarono a rialzarsi, poi i nove, stavolta tutti insieme., tagliarono il traguardo, camminando insieme, tenendosi a braccetto.
Tutto il pubblico nello stadio si alzò in piedi, in un applauso che durò parecchi minuti. E le persone che c'erano ne parlano ancora. Perché? Perché in fondo all'animo sappiamo tutti che ciò che conta veramente nella vita è qualcosa di più che ottenere medaglie e vittorie per noi stesse. Ciò che veramente conta nella vita è aiutare gli altri nella loro corsa, anche se per noi ciò significa rallentare e modificare il nostro percorso.

domenica 17 febbraio 2008

Tra papere


Cosa si dicono fra di loro delle papere
laureate in fisica nucleare?

sabato 16 febbraio 2008

Modi di dire... in Quaresima

Avete mai pensato a quanti modi di dire esistono ispirati alla Quaresima e alla Pasqua?
Ci stavo pensando proprio oggi quando ho detto alla mia mamma, che si stava preparando per uscire, che era lunga come una Quaresima.
Ecco altri modi di dire che mi sono venuti in mente:
Portare la propria croce (sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita)
La sua vita è un calvario (una vita di sofferenze)
Essere felici come una Pasqua (per chi è molto felice)

Essere come San Tommaso (per chi è incredulo)

E chissà quanti altri ce ne sono…..

venerdì 15 febbraio 2008

La grazia per superare le prove

Il monaco cistercense Marcos García, che vive a Burgos, in Spagna, diceva: «A volte Dio toglie una certa benedizione perché la persona possa comprenderlo al di là dei favori e delle richieste. Egli sa fino a che punto può mettere alla prova un'anima - e non si spinge mai oltre».
«In questi momenti, non dobbiamo mai dire: 'Dio mi ha abbandonato'. Lui non ci abbandona mai. Siamo noi che, a volte, possiamo abbandonarlo. Se il Signore ci pone di fronte a una grande prova, ci dà sempre anche la grazia sufficiente - più che sufficiente, direi - per superarla».
«Quando ci sentiamo lontani dal Suo volto, dobbiamo domandarci: 'Siamo in grado di saper approfittare di ciò che Egli ha messo nel nostro cammino?'».

(Paulo Coelho)

giovedì 14 febbraio 2008

San Valentino


Oggi è il giorno di San Valentino…e quale giorno migliore per ricordare un grande artista francese?
Raymond Peynet: disegnatore e vignettista, creatore dei celeberrimi “Les Amoureux”. I “fidanzatini” diventano subito il simbolo della festa di San Valentino (ci troviamo nel periodo della seconda guerra mondiale). Eccone alcuni e… buon San Vale
ntino!

10 salvagenti per un anno nuovo: nr.8

8. Esprimete i vostri sentimenti. I sentimenti più espressi purtroppo sono quelli negativi. Perciò non perdete mai l’occasione di dire «Ti amo». E’ semplice, gratuito e fa miracoli. E’ un vero balsamo per chi lo dice e per chi lo riceve. Cambia la giornata alle persone: è il dono perfetto.
tratto da un Bollettino Salesiano

Le mie viole










Sei sempre nei miei pensieri...

mercoledì 13 febbraio 2008

Grazie mamma e papà !

Grazie perché mi avete amato ancor prima che venissi al mondo
Grazie perché tanti anni fa (ormai 34!) mi avete dato la vita.

martedì 12 febbraio 2008

Spongebob

Questo è l'unico cartone animato che vedevo con Giulio quando stava ancora bene.
Seduto sul divano, stava bravo attratto da questo cartone per 10 minuti

lunedì 11 febbraio 2008

Giornata Mondiale del Malato

La prossima Giornata Mondiale del Malato sia inoltre propizia circostanza per invocare, in modo speciale, la materna protezione di Maria su quanti sono provati dalla malattia, sugli agenti sanitari e sugli operatori della pastorale sanitaria. Penso, in particolare, ai sacerdoti impegnati in questo campo, alle religiose e ai religiosi, ai volontari e a chiunque con fattiva dedizione si occupa di servire, nel corpo e nell'anima, gli ammalati e i bisognosi. Affido tutti a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, Immacolata Concezione. Sia Lei ad aiutare ciascuno nel testimoniare che l'unica valida risposta al dolore e alla sofferenza umana è Cristo, il quale risorgendo ha vinto la morte e ci ha donato la vita che non conosce fine. Con questi sentimenti, di cuore imparto a tutti una speciale Benedizione Apostolica.
Benedictus PP. XVI

(tratto dal Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della XVI Giornata Mondiale del Malato)



Che cos'è?

Non si muove eppure va dovunque. Cos'è?

La strada!

domenica 10 febbraio 2008

Dedicato alle mamme in attesa


« Da dove vengo, dove mi hai trovato? » domanda il neonato alla mamma.
Lei piange e ride ad un tempo e, stringendo il bimbo al petto, gli risponde:
Tesoro mio, eri nascosto nel mio cuore, eri il suo desiderio.

Eri nelle bambole della mia infanzia quando, ogni mattina, modellavo nell'argilla l'immagine del mio Dio, eri tu che facevo e rifacevo.
Tu eri sull'altare con la divinità del nostro focolare; adorandola, adoravo te.
In tutte le mie speranze, in tutti i miei amori, nella mia vita, in quella di mia madre, sei tu che hai vissuto.
Lo spirito immortale che protegge il nostro focolare ti coccola sul suo seno dalla notte dei tempi.

Nella mia infanzia, quando il cuore apriva i suoi petali, tu lo avviluppavi, come un profumo inebriante.
La tua delicata freschezza vellutava le mie giovani membra come il riflesso della rugiada che precede l'aurora.
Tu, piccolo del cielo, che hai preso per sorella gemella la luce del primo mattino, tu sei stato portato dalle onde della vita universale che ti ha infine posato sul mio cuore.

Mentre contemplo il tuo viso, il mistero mi inghiotte; tu che appartieni a tutti mi sei stato donato!
Per paura che mi scappi, ti tengo stretto al cuore.
Quale magia il tesoro del mondo ha consegnato nelle mie fragili braccia?

Rabindranath Tagore

sabato 9 febbraio 2008

Un santo per ogni malattia

Ma sarà giusto scomodare i santi per le nostre malattie???
Navigando su internet ho trovato che ogni malattia ha il suo protettore in Paradiso… io sapevo solo che per la gola ci si rivolgesse a san Biagio ma ho scoperto anche che per la tosse e le otiti c’è sant’Agostino, per le malattie infettive san Benedetto, per l’epilessia san Valentino, per gli occhi santa Lucia, san Carlo Borromeo per le epidemie, per il mal di testa san Dionigi, per i reumatismi san Cristoforo, per il mal di denti santa Apollonia, per i tumori santa Elena…e guarda il caso… Sant’Elena è il 18 agosto proprio al compleanno di papà. Mah!
Insomma, sono in molti a pensare che “Dio vede e provvede”. Dio e la sua lunga schiera di Santi. Uno per ogni occasione.
Io non credo molto a questa storia dei santi, mi sembra solo un detto popolare o una tradizione, se proprio devo scomodare qualcuno meglio puntare in alto no?
Quindi se Tu mi stai ascoltando per favore proteggi il mio papà e anche il mio piccolo Giulio che in questo momento sono più deboli e hanno bisogno di tutti noi.

venerdì 8 febbraio 2008

Oggi

Ieri è passato. Domani non si sa.
Ci resta solo oggi per amare Dio e il prossimo.

Madre Teresa

Una lunga attesa

Ieri è stata una lunga giornata. Papà era in ospedale per l'operazione che è iniziata alle 8 di mattina. Io ho pensato di andare a Novara nel pomeriggio credendo di vederlo, (a Giulio nel pomeriggio avrebbero pensato due "angeli custodi") il medico aveva detto che l'intervento sarebbe durato 5 ore, quindi se andavo alle 15.oo probabilmente lo avrei trovato sveglio. Non è stato così, quando sono arrivata in ospedale, il mio papà non era ancora salito dalla sala operatoria e nessuno sapeva dirci nulla di preciso. Sono state ore interminabili, finalmente alle 19.00 qualcuno ci ha degnato di attenzione e ci hanno detto che era in terapia intensiva e che l'operazione era andata bene. Siamo andati subito in rianimazione dove hanno lasciato entrare solo due persone (sono andati la mamma e mio fratello), io sono rimasta lì fuori con un pensiero fisso: "di nuovo davanti ad una porta della rianimazione". Papà è là dentro addormentato; oggi se tutto va bene proveranno a svegliarlo...e poi vedremo.

giovedì 7 febbraio 2008

10 salvagenti per un anno nuovo: nr.6, nr.7

6. Curate la salute. L’attività fisica e tutto ciò che mantiene efficiente il corpo contribuisce al benessere della vita familiare: si dorme meglio, si evitano crisi di nervi e mugugni d’intolleranza, c’è più dinamismo e voglia di vivere.
7. Curate la vostra casa. La vostra casa si modifica e cresce con voi: è lo spazio vitale della vostra famiglia. Pensate a essa con profonda gratitudine: vi protegge dal freddo, dal caldo e dagli intrusi. Non è un idolo e neanche un museo. Amatela con indulgenza e flessibilità: è il più bel posto del mondo ed è tutto vostro e delle persone che amate.
tratto da un Bollettino Salesiano

mercoledì 6 febbraio 2008

Per chi soffre ed è malato

Domani il mio papà sarà sottoposto ad un intervento chirurgico delicato.

Questa preghiera (trovata navigando in internet) è per lui e per tutti i malati

Signore, accogli le preghiere e i lamenti
di coloro che soffrono e
di quanti si adoperano per alleviarne il dolore.

Tu che hai percorso la via del calvario
e hai trasformato la croce in segno di amore e di speranza
conforta coloro che sono afflitti, soli e sfiduciati.

Dona loro:
la pazienza sufficiente per sopportare le lunghe attese
il coraggio necessario per affrontare le avversità
la fiducia per credere in ciò che è possibile
la saggezza per accettare ciò che è rimasto irrisolto
la fede per confidare nella tua Provvidenza.

Benedici le mani, le menti e i cuori degli operatori sanitari
perché siano presenze umane e umanizzanti
e strumenti della tua guarigione

Guidaci, Signore,
a fidarci di Te e ad affidarci a Te.
Amen.

martedì 5 febbraio 2008

I miei "turtei" di Carnevale

Ingredienti x circa 20 "turtei": 250 g di farina, 2 uova, 30 grammi di zucchero, un bicchiere di di latte, scorza di arancia grattugiata, 1/2 bustina di lievito per dolci, sale, 50 grammi di zucchero a velo, mezzo litro d’olio di semi per friggere.

Sbatti le uova per qualche minuto, aggiungi lo zucchero e continua a montare il tutto fino ad ottenere una spuma chiara (io ho usato lo sbattitore elettrico). Aggiungi il latte e la farina. Amalgama il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Lascia riposare per qualche minuto e poi aggiungi lo lievito, mescolando per non far formare grumi. Aggiungi infine la scorza grattugiata di arancia. Intanto metti sul fuoco la padella con l’olio per friggere. Appena l’olio è pronto (deve essere bello caldo), aiutandoti con un cucchiaio forma delle palline di impasto e gettale in padella, girale e appena sono dorate da entrambe le parti toglile dall'olio e mettile su una carta assorbente. Spolverizza i tortelli con lo zucchero a velo (puoi usare il colino).
Buon Carnevale!

lunedì 4 febbraio 2008

Cesare al Rubicone:

- Centurioni! Il DADO è tratto! Avanti, miei BRODI!

Dado di carne

Avete mai fatto il dado in casa? Io non ci avevo mai pensato, ma il mese scorso una mia cugina mi ha dato la ricetta, Dopo aver assaggiato il suo, ci ho provato... devo dire la verità non è venuto proprio uguale... il mio sa un pochino più di verdura e forse dovevo far consumare ancora un po' l'acqua... ma per essere la prima volta... Ora invece di usare il dado quando faccio il brodo metto un cucchiaino di quello fatto da me e il gusto è proprio diverso... provare per credere! 

Ecco la ricetta: Ingredienti: 3 carote, 3 cipolle,1 gambo di sedano, 800 gr di carne di manzo (400 di manzo 400 di pollo,400 gr di sale, 1 pomodoro

Coprire con l'acqua e fare bollire per 2 ore, frullare il tutto, mettere nei vasetti e conservare in frigorifero. Durata 1 anno. Visto che mi sembrava tanto io ho dimezzato tutto e ne ho ricavato 10 vasetti (quelli degli omogenizzati).

domenica 3 febbraio 2008

Ogni domenica è festa

Buona festa a voi, che non siete forse migliori degli altri ma che ogni giorno chiedete a Dio di rendervi un po’ più buoni. Voi siete poveri.
Buona festa a voi, che offrite le vostre mani libere da ogni violenza e i vostri cuori pieni d’amore. Voi siete miti.
Buona festa a voi, che nei giorni più tristi continuate a credere che domani sorgerà ancora il sole. Voi piangete, ma conservate la speranza.
Buona festa a voi, che non vi rassegnate mai davanti all’ingiustizia. Voi siete affamati e assetati di giustizia.
Buona festa a voi, che non cercate di dimenticare ma che avete perdonato. Voi siete misericordiosi.
Buona festa a voi, che in ogni tempo ricercate la coerenza e la chiarezza. Voi siete puri.
Buona festa a voi, che sapete essere pacifici e pacificatori. Voi siete artigiani di pace.
Buona festa a voi, che non arrossite di essere cristiani e osate rendere conto della vostra fede. Voi siete perseguitati nel nome di Cristo.

Hai riconosciuto quelli a cui desideri augurare «Buona festa!»? Quelli che cercano di vivere le beatitudini sono, forse, tuo padre, tua madre, i tuoi nonni, tuo marito o tua moglie, tuo figlio, un amico.
Speriamo che un giorno, anche a noi, altri possano augurare «Buona festa!»

sabato 2 febbraio 2008

Cosa vedete?



10 salvagenti per un anno nuovo: nr.5

5. Fate rifornimento. Viviamo a un ritmo folle. La maggioranza delle persone desidera il dono dell’ubiquità per arrivare a tutto. E’ vitale alzare il piede dell’acceleratore e trovare dei momenti di pausa: ricordatevi della domenica come giorno del riposo, della gioia del vivere insieme e del rifornimento spirituale (non della grigia pigrizia dovuta solo a spossatezza). Trovate il tempo per leggere un buon libro, vedere un film, giocare con i vostri figli, ascoltare musica, ecc.
tratto da un Bollettino Salesiano

venerdì 1 febbraio 2008

16-17 aprile 2007: non ci sono più speranze?

Lunedì mattina partiamo io Giulio e il nonno verso Milano (Cinzia resta a casa a riposare, verrà il giorno dopo a trovarci): la febbre è sempre alta. Verso mezzogiorno, vista la situazione, i medici e le infermiere decidono di fare un ultimo tentativo di far mangiare Giulio da solo: se non riuscirà a nutrirsi a sufficienza gli inseriranno nuovamente il sondino naso-gastrico. Giulio mangia un po’, imboccato dalla pazientissima infermiera Sonia, la caposala del reparto, ma fa molta fatica perché le distonie lo disturbano, quindi il sondino è inevitabile. Verso mezzogiorno, dopo un bel bagnetto, Giulio si rilassa e si addormenta e durante il sonno la febbre scompare così come era venuta. La sera, al suo risveglio, viene inserito il sondino: è proprio brutto avere quel tubicino nel naso… se penso che da quel giorno non l’ha più tolto… Forse perché si era già riposato, forse perché non stava bene ma Giulio quella notte piange e si agita e sembra non ci sia niente da fare: solo verso mezzanotte, finalmente si addormenta lasciandomi riposare un po’.
Il mattino dopo sembra un po’ meno teso (forse il farmaco inizia a fare effetto?) ma comunque continua a stare male e a piangere. Verso l’ora di pranzo, disteso nel suo lettino, dopo tante carezze e coccole, Giulio piano piano chiude gli occhi per un meritato riposo. Nel pomeriggio arriva la mamma. I medici ci chiamano per avvertirci che gli ultimi esami del sangue mostrano un livello di CK molto alto e questo può essere pericoloso: sarebbe opportuno inserire un catetere in una vena centrale per idratare il bambino: anche questa! Nel primo pomeriggio era prenotato anche l’ennesimo elettroencefalogramma. La mamma porta Giulio, ancora addormentato, ad effettuare l’esame, la prima parte viene fatta nel sonno, poi è necessario svegliare il bambino e qui veramente per la prima volta tutto ci crolla addosso: Giulio non si sveglia! I medici accorrono, si consultano: Giulio è in uno stato di coma; è necessario ricoverarlo in terapia intensiva: è il 17 aprile.


Febbraio

Ho scoperto una cosa curiosa... non si smette mai di imparare...(trovata su Wikipedia)
Tutti gli anni, il giorno corrispondente al 28 febbraio, o al 29 se l'anno è bisestile, è lo stesso giorno del 4/4, 6/6, 8/8, 10/10 e 12/12 e per i mesi dispari 9/5, 5/9, 11/7 e 7/11.


Quindi se il 29 febbraio è venerdì anche il 4 aprile, il 6 giugno, ecc.. saranno di venerdì...
ma dai....