venerdì 15 agosto 2008
Ferragosto
lunedì 11 agosto 2008
Ditelo prima!
Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi. Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati. Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli. I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono.
Una storia come tante... Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile e diafana. Non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto.
Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale.
Vennero al suo capezzale medici e poi specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: «Ma?».
L'ultimo specialista prese da parte l'omone e gli disse: «Direi ... semplicemente ... che sua moglie non ha più voglia di vivere».
Senza dire una parola, l'omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell'uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: «Tu non morirai!».
«Perché?», chiese lei, in un soffio lieve.
«Perché io ho bisogno di te!».
«E perché non me l'hai detto prima?».
Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l'avesse fatta guarire così in fretta.
Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: «Ma mia madre, mio figlio, mia moglie.. lo sa già». Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l'ora, prendi il telefono. «Sono io, voglio dirti che ti voglio bene». Stringi la mano della persona che ami e dillo. «Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene...».
L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore.
(Bruno Ferrero)
Una storia come tante... Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile e diafana. Non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto.
Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale.
Vennero al suo capezzale medici e poi specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: «Ma?».
L'ultimo specialista prese da parte l'omone e gli disse: «Direi ... semplicemente ... che sua moglie non ha più voglia di vivere».
Senza dire una parola, l'omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell'uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: «Tu non morirai!».
«Perché?», chiese lei, in un soffio lieve.
«Perché io ho bisogno di te!».
«E perché non me l'hai detto prima?».
Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l'avesse fatta guarire così in fretta.
Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: «Ma mia madre, mio figlio, mia moglie.. lo sa già». Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l'ora, prendi il telefono. «Sono io, voglio dirti che ti voglio bene». Stringi la mano della persona che ami e dillo. «Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene...».
L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore.
(Bruno Ferrero)
domenica 10 agosto 2008
X Agosto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.
Ritornava una rondine al tetto,
l'uccisero, cadde tra spini,
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero, disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
Giovanni Pascoli
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.
Ritornava una rondine al tetto,
l'uccisero, cadde tra spini,
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero, disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
Giovanni Pascoli
sabato 9 agosto 2008
Polpette di zucchine
In questo periodo il nostro orto produce una valanga di zucchine...e per fortuna abbiamo solo tre piante! ...e così devo cucinare zucchine in tutti i modi: passato di zucchine, pasta alle zucchine, zucchine e patate, zucchine fritte, parmigiana di zucchine e ultima mia scoperta: polpette di zucchine.
Per ogni kg circa di zucchine ci aggiungiamo due patate, un uovo, formaggio grattugiato, sale, pepe e diversi aromi (io uso basilico, prezzemolo e un pochino di timo), se vi piace potete mettere anche un pochino di aglio schiacciato. Infine va il pane grattugiato tanto quanto basta. Si stufano le zucchine a rondelle in poca acqua salata, un filo d'olio. Cuocete a parte le patate e passate sia le patate che le zucchine con lo schiacciapatate. Le zucchine devono aver perso l'acqua prima di schiacciarle. Aggiungete poi tutti gli ingredienti (uovo, formaggio, uovo, aromi, sale, ecc...). Si iniziano a fare le polpettine, se risultano troppo molli si aggiunge un po' di pane grattugiato. Formate le polpette si rotolano nel pane grattugiato e a questo punto potete friggerle o cuocerle al forno oppure congelarle per quando nel vostro giardino non ci sarà più ombra di zucchine e ne sentite la mancanza...
Per ogni kg circa di zucchine ci aggiungiamo due patate, un uovo, formaggio grattugiato, sale, pepe e diversi aromi (io uso basilico, prezzemolo e un pochino di timo), se vi piace potete mettere anche un pochino di aglio schiacciato. Infine va il pane grattugiato tanto quanto basta. Si stufano le zucchine a rondelle in poca acqua salata, un filo d'olio. Cuocete a parte le patate e passate sia le patate che le zucchine con lo schiacciapatate. Le zucchine devono aver perso l'acqua prima di schiacciarle. Aggiungete poi tutti gli ingredienti (uovo, formaggio, uovo, aromi, sale, ecc...). Si iniziano a fare le polpettine, se risultano troppo molli si aggiunge un po' di pane grattugiato. Formate le polpette si rotolano nel pane grattugiato e a questo punto potete friggerle o cuocerle al forno oppure congelarle per quando nel vostro giardino non ci sarà più ombra di zucchine e ne sentite la mancanza...
martedì 5 agosto 2008
La Madonna delle neve

Oggi è la festa della Madonna della neve. Nel nostro paese abbiamo una chiesetta dedicata a lei, ed è proprio la chiesa in cui io e Zaccheo ci siamo sposati qualche anno fa.
Questa è una foto fatta all'interno della chiesetta proprio il giorno del nostro matrimonio.
Leggenda:
Si narra che in una notte d'estate, tra il 4 ed il 5 agosto del 356, al ricco patrizio Giovanni, a sua moglie e a Papa Liberio apparve in sogno la Madonna che, indicando il Colle Esquilino coperto di neve, domandò che in quel luogo fosse eretta una chiesa a lei dedicata. Il giorno dopo, fatto eccezionale vista la stagione, una abbondante nevicata aveva ricoperto la città. Il Papa indicò allora il luogo dove sarebbe sorta una nuova grandiosa basilica, la prima e più importante chiesa romana intitolata alla Vergine.
Questa è una foto fatta all'interno della chiesetta proprio il giorno del nostro matrimonio.
Leggenda:
Si narra che in una notte d'estate, tra il 4 ed il 5 agosto del 356, al ricco patrizio Giovanni, a sua moglie e a Papa Liberio apparve in sogno la Madonna che, indicando il Colle Esquilino coperto di neve, domandò che in quel luogo fosse eretta una chiesa a lei dedicata. Il giorno dopo, fatto eccezionale vista la stagione, una abbondante nevicata aveva ricoperto la città. Il Papa indicò allora il luogo dove sarebbe sorta una nuova grandiosa basilica, la prima e più importante chiesa romana intitolata alla Vergine.
lunedì 4 agosto 2008
Grazie perchè ci sei
Non ti pare meraviglioso?
Io non ti conoscevo,
tu ignoravi la mia esistenza.
E se le nostre strade
non si fossero mai incontrate?
Dovevamo incontrarci,
perché qualcuno ci guidava.
Pieter van der Meer
Io non ti conoscevo,
tu ignoravi la mia esistenza.
E se le nostre strade
non si fossero mai incontrate?
Dovevamo incontrarci,
perché qualcuno ci guidava.
Pieter van der Meer
venerdì 1 agosto 2008
Orme
Molte persone entrano nella tua vita,
ma solo i veri amici lasciano le proprie orme nel tuo cuore!
mercoledì 30 luglio 2008
martedì 29 luglio 2008
Quel che vuoi essere...
Quando scoprirai quel che vuoi essere nella tua vita,
fa in modo di farlo come se l'Onnipotente t'avesse chiamato in questo particolare momento della storia per farlo.
Non far soltanto in modo di fare un buon lavoro.
Fa in modo di fare un tale lavoro che i viventi, i trapassati e i non ancora nati non possano far di meglio.
Se ti capita in sorte d'essere uno spazzino,
spazza le strade come Michelangelo dipingeva quadri,
spazza le strade come Beethoven componeva musica,
spazza le strade come Leontyne Price cantava all'opera,
spazza le strade come Shakespeare scriveva poemi.
Spazza le strade così bene che tutti in Paradiso e in terra debbano fare una pausa e dire:
Qui visse un grande spazzino che fece davvero bene il suo lavoro.
Se non puoi essere un pino sulla cima della collina, sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore, piccola, saggina sul crinale della collina.
Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Perché non è per via delle dimensioni che si ha successo o si fallisce.
Sii il meglio di qualsiasi cosa tu sia.
(Martin Luther King)
fa in modo di farlo come se l'Onnipotente t'avesse chiamato in questo particolare momento della storia per farlo.
Non far soltanto in modo di fare un buon lavoro.
Fa in modo di fare un tale lavoro che i viventi, i trapassati e i non ancora nati non possano far di meglio.
Se ti capita in sorte d'essere uno spazzino,
spazza le strade come Michelangelo dipingeva quadri,
spazza le strade come Beethoven componeva musica,
spazza le strade come Leontyne Price cantava all'opera,
spazza le strade come Shakespeare scriveva poemi.
Spazza le strade così bene che tutti in Paradiso e in terra debbano fare una pausa e dire:
Qui visse un grande spazzino che fece davvero bene il suo lavoro.
Se non puoi essere un pino sulla cima della collina, sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore, piccola, saggina sul crinale della collina.
Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Perché non è per via delle dimensioni che si ha successo o si fallisce.
Sii il meglio di qualsiasi cosa tu sia.
(Martin Luther King)
domenica 27 luglio 2008
sabato 26 luglio 2008
Dio ci vuole felici
Dio ci vuole felici.
Ma non ci invita mai a restare passivi
nè indifferenti di fronte alla sofferenza degli altri.
Al contrario: Dio ci suggerisce di essere creatori,
di arrivare a creare anche nel momento della prova.
La nostra vita prende senso quando è
risposta viva alla chiamata dio Dio.
Chi risponde a questa chiamata non ignora
le proprie fragilità, ma custodisce
nel suo cuore queste parole di Cristo:
'Non temere, continua a fidarti!'
(Frère Roger di Taizè)
Ma non ci invita mai a restare passivi
nè indifferenti di fronte alla sofferenza degli altri.
Al contrario: Dio ci suggerisce di essere creatori,
di arrivare a creare anche nel momento della prova.
La nostra vita prende senso quando è
risposta viva alla chiamata dio Dio.
Chi risponde a questa chiamata non ignora
le proprie fragilità, ma custodisce
nel suo cuore queste parole di Cristo:
'Non temere, continua a fidarti!'
(Frère Roger di Taizè)
mercoledì 23 luglio 2008
Amore...
Non lo hai mai preso in considerazione e all’improvviso ti alzi un giorno e ti innamori, proprio quando avevi deciso che non ti sarebbe mai più successo… eppure il destino ha già scelto per te e l’amore gli ha fatto da complice per farti cadere…L’amore è un regalo inaspettato che si scarta con titubanza e gioia, con incertezze ed entusiasmo.
martedì 22 luglio 2008
Le calle
Nel linguaggio dei fiori la calla significa bellezza e instabilità. In età vittoriana, epoca ispirata alla riservatezza e gelosa delle tradizioni, la "bibbia del linguaggio muto dei fiori" di Miss Corruthers elesse la calla come simbolo della raffinatezza e della nobiltà: il fiore divenne il regalo adatto a suggellare un'amicizia importante o una dichiarazione di stima.
domenica 20 luglio 2008
GMG 2008 - Sidney
“Credi a ciò che Dio sussurra al tuo cuore!”.
Credete in lui! Credete alla potenza dello Spirito dell’amore!
Credete in lui! Credete alla potenza dello Spirito dell’amore!
venerdì 18 luglio 2008
Gli stranieri minacciano le nostre tradizioni?!?!?

In un paese nè grande nè piccolo, da qualche parte in Italia, vive una bambina che si chiama Ambra, nome derivato dalla parola anbar che in arabo significa "preziosa".
Al mattino Ambra si alza presto e fa colazione con i corn-flakes, prodotti a base di cereali e di mais, originario del Messico. Poi si veste indossando una felpa di cotone, pianta originaria dell'India, introdotta in Europa dagli arabi alla metà del IX secolo. L'etichetta della felpa dichiara: "made in Taiwan".
Ambra va a scuola e risolve problemi utilizzando numeri indiani, portati in Europa dagli arabi. Durante la ricreazione mangia una banana cresciuta ai tropici e fa una partita a scacchi, gioco di antichissima origine, probabilmente indiana. Racconta poi alla sua amica Sara - che porta il nome di origine ebraica, della santa protettrice degli zingari - come ha trascorso la domenica. Utilizza parole quali computer, videogame, film, judo, chimono, rispettivamente prese a prestito dall'inglese e dal giapponese.
Alla mensa scolastica mangia spaghetti al pomodoro, e forse non sa che la pasta è stata inventata dai cinesi e che il pomodoro, sconosciuto in Europa fino al '500, fu importato dalle Americhe.
Nel pomeriggio l'insegnante d'inglese parla di Halloween, la festa più amata dai bambini americani e Ambra si ricorda di aver sentito raccontare qualcosa di molto simile dalla sua nonna, originaria della Calabria.
Tornata a casa si concede un po' di tempo davanti alla TV. Mentre guarda i suoi cartoni animati giapponesi e un documentario sui Masai sgranocchia una barretta di cioccolato, ottenuta dalla lavorazione del cacao, coltivato esclusivamente nelle zone tropicali.
Per sfuggire la presenza di sua sorella che si sta impasticciando i capelli con l'henné, polvere naturale colorante usata tradizionalmente dalle donne del Medio Oriente e del Maghreb, Ambra si rifugia nell'angolo preferito della sua stanza, su un tappeto pakistano, probabilmente fabbricato da un suo coetaneo.
Fantastica di praterie, cavalli e "tepee", indiani, masticando una caramella balsamica all'eucalipto, pianta originaria australiana.
Nel frattempo anche papà è tornato. A tavola Ambra ascolta confusa un suo commento alle notizie del telegiornale: «Tutti questi stranieri minacciano la nostra tradizione e non hanno proprio niente da insegnarci».
(tratto da Gli specchi rubati. Percorsi multiculturali nella scuola elementare)
Al mattino Ambra si alza presto e fa colazione con i corn-flakes, prodotti a base di cereali e di mais, originario del Messico. Poi si veste indossando una felpa di cotone, pianta originaria dell'India, introdotta in Europa dagli arabi alla metà del IX secolo. L'etichetta della felpa dichiara: "made in Taiwan".
Ambra va a scuola e risolve problemi utilizzando numeri indiani, portati in Europa dagli arabi. Durante la ricreazione mangia una banana cresciuta ai tropici e fa una partita a scacchi, gioco di antichissima origine, probabilmente indiana. Racconta poi alla sua amica Sara - che porta il nome di origine ebraica, della santa protettrice degli zingari - come ha trascorso la domenica. Utilizza parole quali computer, videogame, film, judo, chimono, rispettivamente prese a prestito dall'inglese e dal giapponese.
Alla mensa scolastica mangia spaghetti al pomodoro, e forse non sa che la pasta è stata inventata dai cinesi e che il pomodoro, sconosciuto in Europa fino al '500, fu importato dalle Americhe.
Nel pomeriggio l'insegnante d'inglese parla di Halloween, la festa più amata dai bambini americani e Ambra si ricorda di aver sentito raccontare qualcosa di molto simile dalla sua nonna, originaria della Calabria.
Tornata a casa si concede un po' di tempo davanti alla TV. Mentre guarda i suoi cartoni animati giapponesi e un documentario sui Masai sgranocchia una barretta di cioccolato, ottenuta dalla lavorazione del cacao, coltivato esclusivamente nelle zone tropicali.
Per sfuggire la presenza di sua sorella che si sta impasticciando i capelli con l'henné, polvere naturale colorante usata tradizionalmente dalle donne del Medio Oriente e del Maghreb, Ambra si rifugia nell'angolo preferito della sua stanza, su un tappeto pakistano, probabilmente fabbricato da un suo coetaneo.
Fantastica di praterie, cavalli e "tepee", indiani, masticando una caramella balsamica all'eucalipto, pianta originaria australiana.
Nel frattempo anche papà è tornato. A tavola Ambra ascolta confusa un suo commento alle notizie del telegiornale: «Tutti questi stranieri minacciano la nostra tradizione e non hanno proprio niente da insegnarci».
(tratto da Gli specchi rubati. Percorsi multiculturali nella scuola elementare)
giovedì 17 luglio 2008
Grazie per la fiducia che riponi in me
Se anche il mondo dovesse finire domani,
non esiterei a piantare un seme oggi.
Martin Lutero
non esiterei a piantare un seme oggi.
Martin Lutero
martedì 15 luglio 2008
lunedì 14 luglio 2008
Internet
"Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo.
Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo?
Si udirà la sua voce?
Perché solo quando si vedrà il suo volto e si udirà la sua voce, il mondo conoscerà la buona notizia della nostra redenzione.
Questo è il fine dell'evangelizzazione e questo farà di internet uno spazio umano autentico, perché se non c'è spazio per Cristo, non c'è spazio per l'uomo"
(Giovanni Paolo II)
domenica 13 luglio 2008
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