sabato 12 settembre 2026

Caro Giulio

Caro Giulio,


dal giorno in cui sei entrato in rianimazione sono passati quasi 20 anni, ne avevi solo uno e lì abbiamo capito che niente sarebbe stato più come immaginavamo. Eppure, contro ogni aspettativa, questi anni sono trascorsi sì tra ospedali, medicine, notti in bianco e, a volte, l’angoscia di non farcela; ma soprattutto, e sono la maggior parte, lunghi periodi sereni: le gite in montagna, e i tuoi bellissimi sorrisi che ci hai regalato fino a qualche giorno fa.
Spero che tu abbia sentito quanto ti abbiamo voluto bene, anche se il tuo corpo non ti permetteva di esprimerlo.
Di una cosa però siamo certi: hai plasmato le nostre vite rendendoci migliori, per questo gli anni insieme sono stati il dono più grande che potessi farci.
Continua ad assisterci dal Paradiso dove sicuramente ora sei, infine libero da ogni sofferenza.

Mamma e papà




Margherita,
il primo più grande ringraziamento è per te che in questi anni hai vissuto le limitazioni di avere Giulio come fratello. Sappiamo che non è stato facile, ma tu l’hai affrontato da ragazza matura con grande pazienza.
Grazie in modo speciale a nonno Oreste: fino all’ultimo giorno, instancabilmente, gli sei stato accanto cantando, leggendo e pregando con lui.
Grazie a Giancarla prima e poi Simona, che negli anni lo avete accudito come delle seconde mamme.
Grazie infine alle nostre famiglie, i medici, gli infermieri, le OS, gli amici, i colleghi: ci avete aiutato con il vostro lavoro o a volte semplicemente con una parola o una preghiera che, vi assicuriamo, non è andata perduta. Senza di voi veramente non ce l’avremmo fatta: siete centinaia, troppi da nominare ma vi ricordiamo nel nostro cuore uno ad uno.

Nessun commento: