lunedì 9 febbraio 2009

L'inguaribile voglia di vivere

Ho appena finito di leggere questo bellissimo libro di Massimo Pandolfi e questa sera mi sembra il momento migliore per pubblicare questo post.
E' un libro che racconta storie di malati di sla che testimoniano l'amore per la vita.

Sulla quarta di copertina:

"Da quattro anni sono malato di Sla... Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, possa solo muovere due dita della mano destra, sia alimentato artificialmente... apprezzo sempre di più quanto sa bello vivere... con dignità e buona qualità di vita e sentirmi ancora utile, prima di tutto a me stesso, ma anche agli altri... Ho potuto constatare che, a livello politico e mediatico, chi vuole morire fa notizia mentre non fa notizia chi - magari trovandosi in identiche o anche peggiori condizioni - viene volutamente trascurato. Ma queste delusioni non mi abbattono. Hanno invece rafforzato in me la voglia di lottare per tutti coloro che, riuscendo magari a muovere solo gli occhi, vorrebbero avere un computer come quello che aveva Welby per poter parlare. Parlare non di morte, ma di vita. Far sentire le ragionevoli ragioni di chi, nel rispetto di ogni situazione personale, ritiene tuttavia profondamente ingiusta ogni azione che miri attivamente a far morire il paziente. Non si può chiedere a nessuno di uccidere, di ucciderci. Una civiltà non si può costruire su un simile falso presupposto. Perché l’amore vero non uccide e non chiede di morire». (dalla prefazione di Mario Melazzini, primario oncologo, presidente dell'Aisla - Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica).


Ecco alcune frasi del libro che mi hanno colpito:

Se hai tanta gente attorno che ti stringe in un abbraccio amoroso – davvero in concreto e non con discorsi teorici – forse uno non molla. Resiste. Anzi togliamoci la “r”: esiste.

La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero. Esso è la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la scienza (Albert Einstein)
Mistero vuol dire anche accettare e non capire….

Di fronte a una cosa che non comprendo sto a guardare, e taccio, senza sentenziare. In fondo non è così necessario capire tutto della vita.

4 commenti:

eo ha detto...

Grazie Cinzia!!!

Anonimo ha detto...

Ciao, appena posso compro anche io questo libro, è la migliore cosa da fare in quest giorni ove le parole sono uscite a fiumi dalle nostre teste per la storia della nostra "sorella" Eluana.
Ricordiamoci di lei nelle nostre preghiere se possiamo.
Un bacione a Giulio

chiara ha detto...

mi ha colpita molto l'ultima frase di quelle citate; ci ho pensato spesso, e sono sempre un po' combattuta, perchè da un lato dice dell'abbandono al mistero (o meglio, al Mistero) però dall'altro tocca un aspetto fondamentale dell'uomo, la ragione: e vedere i limiti della ragione ci ricorda che siamo piccoli..

Anonimo ha detto...

Mamma mia...
grazie...
(e non dico altro se no poi dici che ti faccio piangere :P)
Cri