lunedì 17 novembre 2008

Cara Eluana

Cara Eluana,
mi chiamo Giulio, sono un bambino di quasi 3 anni, non sono in grado di esprimere il mio pensiero quindi, per me, come per te, parla il mio papà. Volevo dirti che ti sento molto vicina. Anche io da circa un anno e mezzo, (ormai più di metà della mia vita!) non posso più mangiare e bere se non con questo sondino che mi entra nel naso; anche le mie gambe e le mie braccia sono bloccate e tese e i miei piedi sono allungati "in posizione equina" come i tuoi. Non riesco a muovere nessun muscolo come vorrei: quando cerco di farlo (ma nessuno sa se sia la mia volontà o no) le braccia e le mani si contorcono e mi esce solo un lamento. Anche i miei occhi non si girano mai dove voglio. Anche io non riesco a girarmi nel letto e qualcuno deve farlo per me. Anche per me c'è qualcuno che mi mette su un seggiolone per portarmi fuori a prendere un po' d'aria. Anche io prendo medicine per evitare che mi vengano attacchi epilettici. Anche io non sono sempre stato così: ho vissuto come la maggior parte dei bambini solo per circa un anno, poi questa malattia, che nessuno ha ancora capito, mi ha portato in questo stato. Anche ai miei genitori hanno detto che non c'è niente da fare, il mio cervello si sta danneggiando progressivamente e non c'è modo di fermare il male.
Per fortuna nella mia testa, per il momento, qualcosa funziona ancora: riesco a reagire, anche se poco, a qualche stimolo. Sento soprattutto le coccole che tutti mi fanno e alcune volte ho anche accennato un sorriso (ci ho messo tutto il mio impegno ma ancora qualcuno non è completamente convinto che io l'abbia fatto davvero e non sia solo una reazione involontaria...).
Ho una grande fortuna che, purtroppo, mi sembra di capire che tu non abbia: sono riuscito ad uscire dall'ospedale e ora, da più di un anno, i miei genitori, i nonni e tante altre persone mi curano nella mia casa; la mia mamma mi prepara ancora da mangiare, è diventata bravissima con pappine e omogeneizzati, e i miei genitori hanno imparato a fare gli infermieri e trafficano ormai senza problemi con siringhe, sondini, aspiratori, saturimetro e le tante medicine che prendo. Capisco che è molto difficile non poter comunicare in nessun modo, nemmeno per dire "si ci sono!" e vedo che è molto difficile anche per tutti quelli che mi vogliono bene; nei momenti più duri ho sentito che anche i miei genitori (proprio loro!), hanno sperato che me ne andassi presto in cielo... Per fortuna è passata. Il tempo ha stabilizzato la situazione e io sono migliorato un pochino: sarà merito di tutte le coccole che mi hanno fatto?
Mi hanno detto che ora, se vogliono, possono smettere di darti da mangiare, dicono che è quello che vorresti tu! E adesso la situazione è proprio brutta: magari in questi anni hai trovato anche tu alcuni momenti di "presenza", magari ogni tanto hai sentito le carezze dei tuoi cari o delle persone che ti accudiscono senza poter però reagire, e se avessi cambiato idea? Anche se non l'hai cambiata vorrei dirti questo: io ero troppo piccolo quando sono stato male per dire la mia su questa cosa... ma una cosa è certa: voglio lottare con tutte le mie forze per restare fisicamente vicino a quelli che mi vogliono bene, il mio corpicino, nonostante tutto, è abbastanza forte e lo sto dimostrando ogni giorno che passa. I medici sono bravissimi e mi curano molto bene ma nessuno di loro sa ancora bene come funziona il nostro cervello o se domani ci sarà un modo per guarire quello che oggi è inguaribile, molte delle mie reazioni sono ancora difficilmente spiegate e ancora meno prevedibili. In ogni caso, finché sono qui, cerco di godermi tutte le coccole che posso.
Chissà se le senti anche tu le carezze: io non lo so, ma nel dubbio per non sbagliare, te ne mando una virtuale (e speriamo che qualcuno la trasformi in realtà).
Ciao, sei nei miei pensieri e spero che queste mie parole possano cambiare le intenzioni di chi può fare qualcosa per tenerti qui.
Giulio.

5 commenti:

eo ha detto...

Carissimo Giulio, questa cosa che sto per dirti la sai già di sicuro e anche meglio di me... hai dei genitori meravigliosi!

Anonimo ha detto...

...meravigliosi Enrica?...sei riduttiva!!!

Giulio sei fortunato ad avere dei genitori così...
Un abbraccio
Cri

benedetta ha detto...

ciao Giulio, perchè non mandi veramente questa lettera alla casa di cura di Lecco dove c'è la nostra amica Eluana, chissà se una buona suora la leggerà davanti a lei e consegnerà una copia ai suoi genitori. Noi siamo davvero fortunati ad avere dei genitori e dei nonni così, che ci vogliono bene per come siamo, ti mando tanti bacioni

Anonimo ha detto...

Caro Giulio,
ho letto la tua letterina e sai cosa ti dico? Dài, forza, coraggio, metticela tutta per vivere! Sento ancora la tua manina che stringeva la mia quando ti ho visto nel mese di maggio: in quella stretta ho sentito tutta la tua voglia di vivere e che nessuno di noi può togliere la vita né a te né a nessun altro che è nelle tue condizioni.
La tu vita non è inutile: oltre alla vita fisica c'è una vita soprannaturale di cui pochi parlano. E' la vita del corpo mistico della Chiesa in Cristo di cui anche tu sei membro vivo perché battezzato. In questo Corpo ci sono diverse membra e ognuno ha una missione da compiere, predicare, insegnare, guarire, ecc. e c'è chi con Cristo deve restare sulla croce per la Redenzione di tutti. Quelli che Lui sceglie sono prediletti, anche se loro stessi non lo sanno.
Tutto questo non è facile da capire né a chi lo vive e tantomeno a chi gli sta accanto. Anche per Gesù è stato così. Dobbiamo però essere certi che nell'altra vita vedremo cose meravigliose. Questo vale per te, per Eluana e per quanti sono nelle vostre condizioni.
Noi vogliamo la vita e crediamo nel suo valore sino all'ultimo respiro perché è dono di Dio e a Lui solo appartiene. Resta con noi, Giulio e chissà che per dono di Dio il tuo corpicino possa guarire per la Sua gloria e la gioia di tutti noi.
Ciao a te e ai tuoi genitori e nonni che sono meravigliosi.
zia sr. Tarcisia

Anonimo ha detto...

Bravo Giulio! 10 e lode!
Ci speravo... e grazie per aver espresso un tuo pensiero e sicuramente di tanti altri che si trovano in queste condizioni di sofferenza.
Le coccole!?... ma altrettante di più tu ne dai!
Il buon Dio sa a chi affidare i bimbi un po' speciali.
Tu hai bisogno di loro e loro di te. E' l'amore che vi unisce e che incoraggia l'altro a sperare e superare la quotidianità (ed non è facile). Anche la tua mamma ha espresso un suo pensiero che tutti aiuta a riflettere.
Termino con una dedica ai tuoi genitori e ai tuoi nonni che sono degli angeli un po' speciali.
Ma anche a quelle persone che con molta umiltà dedicano tempo e vita, nei cotolenghi, in case di cura o altri luoghi, a rendere dignitosa la vita di un ammalato o diverso, dal più piccolo al più anziano e da chi è stato abbandonato.
A quelle persone religiose o laiche che con la preghiera o frasi aiutano a dar coraggio a chi è in difficoltà.

UN ANGELO VICINO
M'hanno detto che il Signore
per mostrare il suo amore
ad ognuno sul cammino
mette un angelo vicino.
Ma chi è, ma chi è?
Non lo vedi eppure c'è!
E' un amico un po' speciale,
un inviato celestiale!
terra e cielo, quanti viaggi
per portare dei messaggi.
Cosa fa, cosa fa?
Porta segni di bontà.
Giorno e notte al nostro fianco
questo amico mai è stanco
di seguirci e poi guidarci,
sta con noi per aiutarci.
Ha le ali oppure NO?
QUESTO PROPRIO NON LO SO.

G.