mercoledì 10 settembre 2008

La particella di Dio

GINEVRA - È stato costruito per trovare la "particella di Dio", servirà a studiare l'origine dell'universo ma alcuni temono che scatenerà la fine del mondo. Al Cern di Ginevra dopo 15 anni di lavori sta per illuminarsi il più grande e ambizioso strumento scientifico del mondo. L'ora X dell'accensione è prevista oggi per le nove e mezza. "Finora abbiamo guardato per terra. Ora potremmo iniziare a guardare verso il cielo" sorride Guido Tonelli, fisico delle alte energie, in una vigilia che intanto sa di tramezzini e caffè in bicchieri di plastica.
E mentre qualcuno teme che il mondo finisca oggi inghiottito da un buco nero, per i 3mila scienziati di 30 paesi che qui stanno fissi di fronte agli schermi un universo sta per aprirsi, fatto di particelle dai nomi esoterici come quark, pioni, gluoni e muoni. Più la grande star della compagnia, che a partire da oggi potrebbe decidere di presentarsi in qualunque momento. Si chiama "bosone di Higgs" ed è stato soprannominato la "particella di Dio" perché tutti ci credono, molti la studiano, probabilmente si trova ovunque attorno a noi anche se nessuno l'ha vista.
Per arrivare alla particella di Dio si è scesi 100 metri sottoterra e si è scavato un tunnel che è un cerchio perfetto lungo 27 chilometri. Nel tunnel verrà lanciato un fascio di protoni che correrà a una velocità che è il 99,9999991% della velocità della luce. Nel gigantesco "autoscontro" fra i protoni si scateneranno energie che normalmente si registrano solo nello spazio. Sottoterra la materia disgregata per un istante tornerà allo stato che aveva alcuni miliardesimi di secondo dopo il big bang.
Sconvolgente e misterioso, il tunnel chiamato "Lhc" ha già suscitato la paura di un'apocalisse sotto forma di un buco nero che inghiottirà il mondo. "Non ci sarà nessuna Apocalisse. Ma se mi sbaglio, venitemi pure a cercare" scherza John Ellis, barba e capelli lunghi e bianchi. Ma anche chi dei fisici non si fida troppo, ha buoni motivi per dormire sonni tranquilli. Oggi infatti il tunnel verrà inaugurato solo con un esperimento preliminare. Nella "ciambella" verrà lanciato il primo fascio di protoni. Farà qualche giro di pista in un senso e poi nell'altro, verificherà che i magneti in grado di spingere le particelle a compiere il percorso 11mila volte in un secondo siano ben allineati e in piena efficienza.
Poi un brindisi chiuderà la giornata della più grande concentrazione di scienziati del mondo (c'è chi calcola che da Ginevra nei prossimi mesi passerà la metà dei fisici teorici e delle particelle del mondo). Mentre i rivali americani del "Fermilab" di Chicago seguiranno l'esperimento con un pigiama party.
I primi scontri fra protoni avverranno le prossime settimane e per vedere la macchina funzionare a pieno regime bisognerà aspettare il 2009. Mentre il fisico Stephen Hawking ha scommesso 100 dollari che il bosone di Higgs non verrà mai trovato, oggi la paura degli "uomini delle particelle" è piuttosto che si ripeta l'inconveniente di Lep (il nonno di Lhc), inaugurato nel 1989. Una lattina di birra lasciata nel tunnel rovinò il giro di prova del fascio di protoni. E a chi chiede quali sono le finalità pratiche di una cattedrale della scienza di queste dimensioni, costata 6 miliardi di euro, la maggior parte dei fisici risponde che proprio al Cern alla fine degli anni '80 per gestire la gran mole di dati degli esperimenti fu inventato il world wide web.
tratto da La Repubblica.it - Elena Dusi

Io preferirei pensare che la "Particella di Dio", ciò che ha dato origine all’universo sia l’Amore Infinito e in fondo in fondo un pizzico di mistero nella nostra vita ci vuole… perché conoscere e pianificare proprio tutto????

2 commenti:

Zac ha detto...

Questa volta, sul mio campo, mi spingi a risponderti anche online...
Dio ha dato agli uomini una (grande?, piccola? ma comunque limitata) capacità di comprendere la natura, e anche un (infinito) desiderio di capire: perché autolimitarci in questo?
Certo l'hanno chiamata provocatoriamente "particella di Dio" come se fosse l'origine di tutto: in realtà sarebbe solo la prova di una teoria unificata per spiegare tutte le forze della natura (forse... o forse aprirà mille altre ipotesi, dubbi, problemi...). Ma anche se conoscessimo la teoria che spiega come si è evoluto il mondo dal Big Bang potremmo dire che non ci sono più misteri? I più grandi misteri non riguardano il come si è evoluto l'universo, ma soprattutto il perché e a questo la fisica, per definizione, non può rispondere!

eo ha detto...

Anche a me affascina la capacità dell'uomo (Suo dono...) di farsi domande, di fare ipotesi e di scoprire... Mi piace la tua risposta Zac! Allo stesso tempo ho un po' di timore che, come scrive Cinzia, ci illudiamo di poter "comprendere" il mistero... e ci dimentichiamo che - come dice Novecento di Baricco "non siamo infiniti, noi".
Un abbraccio a tutti e due... e grazie per questo blog che fa pensare!