giovedì 3 settembre 2026

Quando la paura del futuro diventa troppo grande: una riflessione in punta di piedi

Di fronte alla tragedia familiare avvenuta in provincia di Roma in questa settimana, la mia prima reazione è stato lo sconcerto, il giudizio affrettato o la ricerca di risposte semplici per giustificare la situazione.  Eppure, se mi soffermo un attimo, sembra affiorare una realtà ben più dolorosa.
Da un lato si potrebbe vedere una famiglia che si è sentita persa, solitudine, fatica, paura di un futuro incerto e magari anche problemi economici, una rete di supporto sociale che va a scomparire...ma c'è un altro aspetto che non posso dimenticare, il più doloroso secondo me. In questa tragedia c'è una vita spezzata che non ha potuto scegliere: quella della bimba. Al di là della disabilità ognuno ha il diritto fondamentale alla vita. In questo caso la disperazione probabilmente ha portato a decidere per chi non aveva voce. La decisione di mettere fine a una vita è stata presa da altri, per quanto mossi dalla paura del domani o dell'oggi. 
Come possiamo essere certi che quella fosse la scelta "giusta" per lei? Chi può stabilire che il futuro di un altro essere umano sia privo di senso o speranza?
La mia conclusione quindi con tanta tristezza è che nessun genitore dovrebbe mai essere lasciato così solo da perdere la testa, ma nessun figlio dovrebbe mai pagare con la vita la disperazione e solitudine dei genitori.